lunedì 20 maggio 2019

Damasio:pensieri rapidi ,morale lenta


Damasio molti anni fa ci metteva in guardia dalla grande divaricazione della forbice che si può creare fra cervello emotivo e quello cognitivo con gravissime  conseguenze.




Emozioni legate al senso morale sono elaborate lentamente dal cervello: è questo il risultato di una ricerca condotta da Antonio Damasio e collaboratori presso il Brain and Creativity Institute della University of Southern California
. Lo studio - che è uno dei primi che passa dall'esame di emozioni primarie come il dolore e la paura a quello di emozioni complesse come l'ammirazione e la compassione - ha significative ricadute sulla comprensione della percezione umana degli eventi e sul
modo in cui ci si dovrebbe rapportare all'informazione in un mondo dominato dalla comunicazione digitale e televisiva.
, Nel cervello infatti si irrobustiscono specie nell'adolescenza  le guaine che circondano i prolungamenti dei neuroni (le guaine mieliniche)
. La quantità di mielina quasi raddoppia in alcune regioni cerebrali e aumenta il volume della sostanza bianca (che è di questo colore proprio perché ricoperta di mielina).
 Questa impennata della mielinizzazione permette una maggior rapidità di propagazione del messaggio nervoso, che viaggia quindi come un treno ad alta velocità e arriva a destinazione in maniera più efficiente e precisa
In questo caso pensieri elaborati da neuroni rivestiti di mielina possono avere una maggiore velocità di trasmissione. di quella delle emozioni aumentando la divaricazione della forbice con gravi ripercussioni nella vita relazionale..
Aumentano inoltre i collegamenti tra aree cerebrali diverse e tra i due emisferi cerebrali: infatti il corpo calloso, che è il crocevia tra l’emisfero cerebrale sinistro e quello destro, dopo l’infanzia aumenta progressivamente di spessore.
Le informazioni viaggiano in maniera più efficiente ed efficace, con maggiore possibilità di stabilire dei ponti, dei collegamenti, tra dati di esperienza diversi e far nascere pensieri progressivamente più astratti e creativi
"I pensieri rincorrono i pensieri scriveva una studentessa.
I recenti  fatti di cronaca(vedi Manduria) sembrerebbero confermare questa ipotesi.
Adolescenti che apprendono con facilità e velocemente tutte le novità tecnologiche più complesse rischiano di perdere  il contatto con le emozioni legate al senso morale ,guida primaria della relazione sociale...

lunedì 13 maggio 2019

Attacchi panico:disabilità all'autostima e alla richiesta di aiuto

Attacchi panico:disabilità all'autostima e alla richiesta di aiuto

Dalla cronaca nera spesso raccontano che un soggetto, che compie un omicidio in particolare un infanticidio ,ha sofferto per anni di attacchi di panico con conseguenti ricoveri ospedalieri ai quali non era stata data particolare importanza.
Ormai gira voce anche fra gli adolescenti , anche a  scuola mi è capitato, che l'attacco di panico che si presenta improvvisamente, angosciosamente presagendo una morte imminente possa essere sconfitto da  15 miracolose goccine.
I genitori di un soggetto giovane che accusa  questa sindrome ringraziano il medico che ha prescritto le goccine miracolose e tutto finisce così.
Penso anch'io che all'insorgere  di un tale  disturbo vada subito offerto al soggetto un rimedio che gli dia la sicurezza di poterlo controllare.
Ma dopo...è necessario che il soggetto inizi un percorso a volte lungo  per comprendere quali cause  sono all'origine lontana a volta lontanissima dell'attacco.
Un bambino da quando nasce, continua dopo il suo soggiorno uterino  a guardare ,a sentire ,a condividere con tutto l'ambiente circostante che diventa sempre più ampio.
 Prima andrà   a gattoni ,poi in posizione eretta si avvierà  traballante ma determinato verso gli spazi aperti , inseguito dai genitori per i  pericoli che potrebbe incontrare.
Il fascino di uno spazio infinito che offre continue  nuove conoscenze lo  affascina.
Qualche volta un volto nuovo, un animale, un suono improvviso e mentre lo stupore lo sollecita  nelle prime relazioni sente  la presenza di tutto il suo corpo dove scorrono le sue emozioni e il grande benessere  lo nutre di fiducia nelle sue potenzialità
Quindi un bambino sano è stato programmato per esplorare ,conoscere ogni giorno qualche cosa di più, relazionare con tutto e con tutti nell'inscindibilità mente-corpo
A volte piano ,piano subdolamente non si rende conto  che lo spazio intorno non è più infinito e che la percezione del suo corpo non è più così totale.
Può darne qualche segnale a scuola in famiglia ma quel segnale, verrà quasi sempre ricondotto a cause non ben definite.
Poi i malesseri aumenteranno e saranno così difficili da definire che il soggetto stesso preferirà non parlarne e soprattutto se ne vergognerà.
All'improvviso dopo un breve periodo in cui il sonno non è più ristoratore  ,l'appetito cala
all'improvviso con  senso angoscioso il soggetto non avvertirà più spazio intorno ,  si sentirà  in balia di un corpo che non gli offre più possibilità ,  ma solo una disastrosa confusione presagio di morte  imminente.
Sono momenti veramente terribili
Un insieme di concause predisposizione genetica,famiglia, scuola, gli ha creato una grave disabilità all'autostima e alla richiesta di aiuto
E'  disperatamente solo  e non si riconosce  più.
Piano piano partendo da se stesso da qualche eco   che affiora di  momenti sereni e possibilmente accompagnato da un vero esperto  riconquisterà i suoi spazi non avrà più paura dell'infinito  e ritroverà  le sue risorse che non ricordava più.
Non cercherà più le goccine e se ne uscirà completamente allora  potrà dire"Addio attacchi di panico"
Dott.ssa Adriana Rumbolo
.

sabato 6 aprile 2019

Il più grande maratoneta ieri sera si è fermato per giusta pausa.:aveva trovato,l'uomo

Il più grande maratoneta...
Da Wikipedia :"Si racconta che una volta, Diogene,  uscì con una lanterna di giorno, e, alla domanda 
su che cosa stesse facendo, rispose: "cerco l'uomo!", non intendendo con questo però "un uomo onesto", come pensano alcuni, in quanto l'onestà non era certo, come invece oggi, una delle più pregnanti esigenze civili del mondo greco del quarto secolo a.C. Egli invece cercava qualcuno che avesse le qualità che ci si aspetterebbe di trovare nell'uomo naturale, come spiegano, tra i tanti, Giovanni Reale e Dario Antiseri: "... (Diogene) voleva significare appunto questo: cerco l'uomo che vive secondo la sua più autentica natura, cerco l'uomo che, al di là di tutte le esteriorità, le convenzioni o le regole imposte dalla società e al di là dello stesso capriccio della sorte e della fortuna, ritrova la sua genuina natura, vive conformemente a essa ed è vero"

Quante volte programmi televisivi interrotti improvvisamente da pubblicità che più che dare
informazioni disorienta l'ascoltatore che era appena entrato in una storia, in un documentario sulla
 natura, sull'arte ,sulla scienza.
.E non sia mai  che arrivi una pausa per cause tecniche:allora è il terrore per il giornalista ma la rivincita del cervello.
Ieri sera  5 aprile 2019 ho seguito più che un programma, il racconto di alcuni superstiti del terremoto dell'Aquila avvenuto 10 anni fa.
 Le immagini che si susseguivano appena avvenuto il terremoto e dopo in un  silenzio profondo esprimevano lo sbriciolarsi di una città, si  commentavano da se
 .Erano macerie vive che racchiudevano la storia di tanti, tanti anni precedenti .
Ogni tanto la storia di qualche superstite che non incalzato dalle domande spesso inutili e surreali di tanti giornalisti arrivava con una risonanza emotiva  enorme potenziata dalle espressioni.
Niente in più , ma tutto perchè il messaggio   ci coinvolgesse pienamente
.In queste storie affioravano i volti di tanti studenti ,che fidandosi delle rassicurazioni degli adulti non avevano abbandonato lo studantato ricordandoci per sempre come una colpa  la loro fiducia  nei "grandi".
Tutto è stato così intenso ,silenzioso ,pulito seppure drammatico nella sua realtà.
Mi ha molto colpito il volto di una studentessa sorda, l'ultima ad essere estratta.
Era così espressiva nel suo racconto  così vera da diventare  nei momenti più drammatici  bellissima dimostrando come il corpo e il viso sono i messaggeri delle forza e della bellezza  delle nostre emozioni, in barba agli estetisti
.Bravissimo anche l'attore Lino Guanciale  per la sua sobrietà  e il regista che ha saputo rendere la sua immagine così umanamente piccola in quella immensità di macerie e di solitudine.
Non lo dimenticheremo mai e spero non lo dimentichino quei grandi che  hanno rassicurato i giovani a rimanere nello studentato dopo le tante scosse che si erano susseguite.
dott.ssa Adriana Rumbolo

venerdì 29 marzo 2019

Bullismo e pasta di pane

"A proposito di episodi di prepotenza che si erano verificati in una seconda media abbiamo scelto, oltre il dialogo e la discussione che
ne è seguita sugli aspetti delle relazioni interpersonali, e le
conseguenti e soprattutto proporzionate punizioni, di fare anche un
esempio pratico che potesse essere chiarificatore e facile da
memorizzare.
Si è parlato agli studenti di neuroplasticità, grande scoperta delle
neuroscienze, del cervello con un esempio “spero accettabile”
perché comprendessero bene.
Ho portato in una classe della pasta di pane lievitata con la quale si
sono modellati due cervelli. Poi due studenti hanno preso ciascuno
nella mano sinistra uno dei cervelli di pasta di pane e, mentre
dialogavano con garbo o no, con la mano destra lavoravano sulle
superfici modellando e rimodellando per rappresentare che in ogni
loro incontro o scontro verbale o anche solo di sguardi i cervelli che
si connettevano nella comunicazione
 In quel momento si è spiegato
loro che se il dialogo era ben condotto si attivavano anche sostanze
favorevoli al benessere dell'organismo come l'ossitocina e gli
oppiacei in caso contrario sostanze dannose come gli ormoni dello
stress.(c'è un video dimostrativo)

Mentre si faceva quest'esperimento il soggetto che non aveva
saputo controllarsi nel rapporto con un compagno, il bullo,  rivolgendosi
all'insegnante ha detto sottovoce: “Sta parlando di me?”.
L'esperimento, forse, era riuscito.
Si è provato a fare questa rappresentazione perché gli studenti
comprendessero e ricordassero meglio che era molto importante
provare a risolvere un conflitto con un buon dialogo di cui ne
avrebbe beneficiato tanto il singolo quanto il gruppo.
E quanto sono dannose e potrebbero lasciare il segno le violenze
psicologiche e corporali. Riflessioni scritte dai ragazzi dopo l'
“esperimento”:
1) Il cervello è plastico, cambia alcune sue strutture a seconda delle emozioni che si
hanno, se queste non vengono espresse possono fare danni alle persona, tipo
malessere nella persona e di conseguenza nei rapporti con gli altri. Il cervello produce
sostanze buone se facciamo esperienze buone ,nocive se le esperienze sono negative.
(sesso M anni 12)
2) Il cervello è plastico cioè si trasforma in vari modi a seconda se si è sottoposto ad un
piacere, ad un'offesa o ad un dolore. (sesso M anni 12)
3) Adriana ci ha spiegato tante cose nuove e abbiamo imparato che con l'approccio
sbagliato, la conversazione si può trasformare e che non bisogna di sturbare una
persona perché se lo fai ripetutamente l'altro può reagire e non sempre positivamente.
(sesso M anni 13)
4) Adriana ci ha detto una cosa che riteneva molto importante perché l'ha ripetuta più
volte: “il cervello è plastico”.
5) Questo incontro mi ha istruito su quest'aspetto in cui, se devo essere sincero, ero un
vero ignorante!!! (sesso M anni 12)
6) Adriana con la pasta di pane ha fatto un cervello e ci ha spiegato che secondo come ti
senti e che emozioni provi il cervello cambia alcune strutture come se avesse dei
canali “tipo” Venezia ,con tutte le sensazioni che cambiano. (sesso F anni 12)"
Le riflessioni degli studenti  della seconda media pur non essendo scientificamente precisissime ci mostravano che il cervello che prima per loro era un perfetto sconosciuto  lontano e inaccessibile
ora lo consideravano un compagno di vita molto presente  ma dolente e disorientato quando non è rispettato per la nostra ignoranza.
dott.ssa Adriana Rumbolo

mercoledì 27 marzo 2019

Milano, arriva il pronto soccorso per le emergenze emotive: “Pensato per chi altrimenti non andrebbe dallo psicologo”

Questo il titolo di un articolo pubblicato il 26/03/2019 dal quotidiano"Il fatto quotidiano"


Questo brano è tratto da"Metodo Adriana Rumbolo educazione emotiva nelle scuole pubbliche"frutto di un'esperienza  iniziata nel 1997 e andata avanti per dieci anni.

"Questi ragazzi non avendo ancora parlato con nessuno delle loro
difficoltà, ma avendo ben compreso dagli incontri in classe che
ognuno ha la possibilità di percorsi propri, di tempi emozionali propri
e che tutti possono vivere  momenti di difficoltà, riacquistando
fiducia in sé e nel rapporto con me e l'insegnante, decidevano di aprirsi
a un dialogo sicuri di essere ascoltati, compresi e non giudicati.
Una studentessa di 15 anni ha scritto: “io di paure ne ho tante, per
esempio il buio silenzioso, cioè il buoi dove non c'è proprio nulla e
non senti nulla come se fossi cieco/a e sordo/a. Ma c'è una sola paura
che mi assale e mi fa pensare molto quella di essere sola, non avere
nessuno che abbia fiducia in te e che quando hai un problema non ti
stia vicino o che non consigli; in poche parole essere sola senza
nessuno”.
Se un ragazzo prova a socchiudere con molto pudore la porta della sua
solitudine dove spesso per mesi, per anni, ha tenuto dentro problemi,
dubbi, segreti, incertezze e vergogne cercando di ignorarli, sentendosi
diverso dagli altri solo perché entrando in un locale ha avuto un senso
di vertigine mentre gli altri gli sembravano forti e perfetti o che si è
sentito inferiore di fronte alla spregiudicatezza apparente di un
compagno solo perché non era in grado di fare altrettanto, è bene che
trovi aperta la porta dell'ascolto e del dialogo"
Non è mai troppo presto per cominciareNon dimentichiamolo mai..
dott.ssa Adriana Rumbolo

sabato 23 marzo 2019

Legge di Lavoisier e l'intelligenza emotiva


Legge di Lavoisier e l'intelligenza emotiva

Quando si parla, dell'intelligenza delle emozioni forse le consideriamo sempre positive se usate bene.
Spesso confondiamo la parola buono, l'avverbio bene con ciò che ci soddisfa, quando si realizzano risultati positivi ma Lavoisier ci fa riflettere
Spesso ho pensato guardando documentari. cinema televisione quando mostrano la distruzione di una città .aspetti cruenti della guerra espressioni dello sguardo di un essere umano che cambiano improvvisamente mentre realizzano le più efferate azioni perché poi tutto ritorni nella calma.Antoine-Laurent de Lavoisier - AIF - Associazione per l ...
Sembra che il mondo debba preservare sempre la sua massa la sopravvivenza .non importa se cambiano le forme non importa se per cambiare le forme si passi per il dolore o la sofferenza.
Allora le emozioni alle quali diano il compito di essere la nostra guida nella sopravvivenza lo sono anche quando la sopravvivenza richiede distruzione dolore cambiamenti enormi purché. se vogliamo accettare la legge di Lavoisier la massa non cambi.e la sopravvivenza sia tutelata
Così è stato per miliardi di secoli quando un essere umano sente la parola nemico il suo sguardo cambia e credo che in quel momento la rabbia la l'aggressività diventino dominanti  nell' equilibrio emotivo e finché l'essere umano non ha distrutto una certa realtà poi, si fermerà all'improvviso come per incanto. tutto ritornerà come prima.
Mi ha sempre sorpreso che in uno scenario di guerra in uno scenario di un cataclisma fisico la natura fosse così violenta ma dopo qualche tempo c'accorgiamo che in quella stessa natura è cambiata solo nella forma forma: " nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma.
Non importano i fatti contingenti particolari di una realtà che si trasforma di una realtà che soffre di una persona che all'improvviso è nemica, la vita deve andare avanti.
Rivediamolo il concetto di emozioni perché è vero le emozioni rimangono intelligenti in questo loro compito, ma hanno potuto sopravvivere proprio per questo loro compito di preservare la continuità della vita adattandosi a qualsiasi mezzo anche a quello transitorio della distruzione, del dolore, della sofferenza e allora ritorna la frase di un grande scrittore che disse alla fine di una sua celebre novella :" uomini amatevi perché mentre la natura si adopera perché la sopravvivenza continui e voi ne siete i protagonisti esposti a qualsiasi mutamento anche doloroso anche spaventosamente distruttivo e ne avrete paura ci sia sempre l'amore unico conforto, unico anestetico per attenuare la paura e il dolore nei mutamenti più dolorosi, ancora molto misteriosi e molto più forti di noi .

dott.ssa Adriana Rumbolo.
r

martedì 19 marzo 2019

famiglia:natura e cultura-Presto la giornata sulla famiglia



Famiglia: Natura e Cultura-Presto la giornata  sulla famiglia.

di Adriana Rumbolo


La Natura tuonò, maschio e femmina:ogni incontro, preludio di attrazione e probabile incontro sessuale e poi:
• Maschio libero
• Femmina con possibile maternità e accudimento cuccioli .
La Cultura ordinò:uomo e donna: attrazione sessuale selettiva, matrimonio, famiglia ,procreazione .educazione figli
• Uomo, donna :Genitori


Famiglia: matrimonio, festa, acquisto casa, nuovo ruolo sociale, sessualità benedetta si incontrano nella più difficile convivenza di natura e cultura.
La monogamia sembra non appartenga alla razza umana.
Gli sposi spesso definiti maturi solo per la “decisione di sposarsi”, senza alcuna esperienza della nuova quotidianità che li aspetta
Il ruolo sociale , legalizzato dal contratto,che conosceranno sempre troppo tardi,  della loro unione.
Ma la cosa più importante che i  neosposi  portano con sé e che nessuno conosce ,forse nemmeno loro, é la “dote personale” ovvero il percorso del proprio vissuto nel bene e nel male con apparati genici ed esperienze differenti.
E’ vero che prima del matrimonio la coppia , spesso, ha già vissuto momenti intimi di convivenza e condivisione su tanti piani, ma è in seguito che li aspetterà una nuova esperienza del vero e autentico senso di stare insieme.
Sarebbe augurabile che arrivassero protetti da approfondimenti e informazioni il più ricco e vario possibile: religioso, psicologico, scientifico, etc. e la coscienza che nelle divergenze importanti negoziare è la chiave migliore e si può e si deve chiedere aiuto.
Nelle foto della cerimonia l’ultima traccia del mito del Principe Azzurro e della Bella Addormentata poi un’altra realtà, altrettanto bella ,ma sicuramente meno fiabesca.
Chiusi fra le mura domestiche,senza testimoni si troveranno nudi più nell’anima che nel corpo
Il soggetto più fragile e immaturo spesso ,pretenderà, come garanzia d’amore eterno e inossidabile che l’altro si faccia carico delle sue problematiche del passato più o meno gravi per sopportarle o risolverle .e se non avviene l’accuserà di non amarlo/a e si potrebbe aprire subito una crisi a macchia d’olio.
A pochi è stato insegnato che se si vuole cambiare qualcosa è bene cominciare da se stessi..
In famiglia entra una brutta copia di tribunale e gli indici puntati si sprecheranno .
Non si può più rimandare di approfondire il percorso già iniziato prima del matrimonio ora in un contesto più realistico .
Cancellare le competizioni , essere chiari e comprensivi con se stessi e con l’altro/E perseguire un ‘armonia mente__corpo sicuramente non ancora compiuta .
Pensare che quanto avviene non dipende solo dalla coppia che non è, avulsa dalla vita: siamo in mezzo a mille eventi imprevedibili e imprevisti che inevitabilmente ci coinvolgeranno( malattie,crisi economiche,,,,,)quindi sarebbe opportuno mettere al bando anche i sensi di colpa.
Se la negoziazione presentasse difficoltà e la comunicazione si mescolasse a crescente aggressività o rabbia distruttiva ,non esitare a chiedere ,con urgenza, aiuto soprattutto prima dell’arrivo di un bambino.
La famiglia non è facile ma al momento non sapremmo come sostituirla ,e poiché dopo tanti anni facendo il suo bilancio ci troviamo drammi e tragedie ma anche ricordi insostituibili di struggente tenerezza e bisogno di radici e di identità si potrebbe tentare di prevenire e contenere le espressioni peggiori per migliorarla.
Dopo essersi dedicati all’armonia della coppia spesso, un bambino diventerà il desiderio primario
La famiglia si allargherà con un altro individuo tutto nuovo e diverso da conoscere ed educare.
La scienza ci spiega che il progetto genetico comincia a svilupparsi nella cellula uovo appena fecondata.
In realtà i geni fanno due cose nel più ampio senso biologico: ci rendono tutti uguali (siamo tutti umani), e ci distinguono anche gli uni dagli altri (ognuno di noi ha un corredo genico unico che concorre alla nostra individualità).
Da subito è necessario l’insegnamento della mamma al bambino,con il suo compotamento, della modulazione delle emozioni:paura, rabbia, angoscia da separazione che si trovano nel cervello inferiore ,che in quella fase è dominante perché il cervello razionale superiore del bambino non è ancora pronto al loro controllo
Anche i veterinari si raccomandano di non staccare i cuccioli dalla madre ,prematuramente,prima che gli abbia insegnato l’autocontrollo emotivo.
Che il dialogo sia sempre il parafulmine privilegiato per raccontare e raccontarsi ,che le “regole” siano motivate e la partecipazione attiva ai progetti familiari apra continue finestre sul mondo con cui negoziare per fare esperienze
Poi l’altalena che prima era tutta sbilanciata dalla parte della famiglia, comincerà a bilanciarsi perché i cuccioli sempre più sentiranno il sano bisogno, esplorando il mondo intorno, di affermarsi nel gruppo dei pari.
Nella scuola l’incontro con una figura molto importante:l’insegnante, depositaria di regole ,di conoscenze , con il ruolo di “facilitatore” nella gestione del gruppo
.Fin dalla scuola materna è importantissimo educare il “cervello sociale” e
continuare poi in tutto il percorso scolastico…
Quindi in una classe, atteggiamenti di prepotenza che sono spie di serio
disordine emotivo nel soggetto che prevarica e di grave falla, dei
meccanismi difensivi nel soggetto che subisce non devono passare sotto
silenzio e l’importanza del limite va ribadita ogni volta che sia
necessario.
Attraverso il dialogo con i ragazzi ci si adoperi per una
rivisitazione delle emozioni e delle regole di una buona convivenza affinchè
non solo i soggetti implicati, ma tutto il gruppo ne possa beneficiare
Il bambino che ha già fatto il primo e più importante percorso emotivo nella famiglia dove il danno più grave potrebbe essere stato quello di non avere potuto esprimere se stesso .facendolo sentire costantemente insicuro e minacciato, potrebbe lanciare proprio nella scuola messaggi di disagio nel comportamento e nell’apprendimento :la scuola grande lente d’ingrandimento dei disordini emotivi a seconda dell’età può coinvolgere i ragazzi in incontri per un tagliando emotivo dove se è necessario concorrerà anche la famiglia nella sua dinamica di accompagnamento di un soggetto in crescita.
La famiglia non va mai in vacanza , ma sarebbe opportuno prendere delle sane distanze per esempio nell’adolescenza.
Nessun mammifero trattiene un cucciolo divenuto adulto ,anzi lo allontana con decisione
Nei confronti degli adolescenti dovremmo essere più coraggiosi e responsabili rispondendo alle domande su cosa avviene al loro corpo, perché avvertono delle sensazioni mai sperimentate prima, perché si sentono attratti dagli altri.
Assolvere questo compito non è facile perché spesso, i tabù che creano le barriere tra le generazioni sono gli stessi che vivono i genitori, in molti casi “vittime di un’educazione assente ,distorta , sbagliata
.Però è un compito che fortunatamente non deve e a volte non può essere assolto esclusivamente dalla famiglia
:La scuola non può restarne estranea
In un incontro in una scuola media delle mamme mi fecero una domanda molto importante e saggia:”Ci dia informazioni per educare i nostri figli maschi ad essere meno dipendenti, più autonomi insomma meno mammoni”
.A quella riunione erano presenti 28 mamme , 2 papà.
Le ho guardate incredula era la prima volta che delle mamme mi facevano questa richiesta ed è stato importante che la facessero a scuola ribadendo la loro fiducia nell’istituzione
La madre che è così importante nei primi mesi per la sua influenza sulla stabilità affettivo_ emotiva del bambino , poi per tanti motivi(amor di pace, necessità varie padre che svicola ) si occupa da sola dell’educazione dei figli rifiutandone ,inconsciamente la maturazione sessuale, forse perché esiste solo il ruolo di madre dei cuccioli e non quello di madre di un uomo, con gravi pericoli per l’equilibrio psicologico dei figli.
La scuola non deve avere paura dell’educazione sessuale perché parlare di educazione sessuale equivale a educazione affettivo_emotiva e viceversa.
E la famiglia è sempre lì a sostenere colpe che sarebbe più giusto condividere con la società,




Educazione&Scuola©