sabato 21 settembre 2019

Film"Miracolo a Milano"

Film,"Miracolo a Milano"

Un giorno ,sotto un cavolo l’anziana Signora Lolotta rinviene un neonato.
 Diversi anni dopo, ritroviamo Totò, così si chiama il bambino, ormai grandicello.
 Un brutto giorno, tuttavia, la signora Lolotta muore e Totò viene affidato all’orfanotrofio.
 Di lì ne esce che è già quasi un uomo pieno di fiducia nel prossimo, un uomo che si aggira senza alcun timore per le strade innevate di Milano alla ricerca del suo primo lavoro.
 Rivolge a tutti un saluto ma ben presto si accorge che la gente non solo è scontrosa e diffidente, ma accoglie il suo “Buongiorno” con fastidio o addirittura come una provocazione
. A sera, mentre Totò si Risultati immagini per film miracolo a Milanoferma nei pressi della Scala per ammirare l’uscita dei ricchi spettatori in abito elegante e pelliccia, un vecchio barbone approfitta della sua sbadataggine per rubare la valigetta di pelle che egli aveva con sé; così inseguendo il ladro per farsi restituire la povera dote, Totò si commuove nel vedere le lacrime sul volto di quel poveretto e decide di donargli la valigetta
. Non avendo neanche Totò un posto dove dormire, accetta l’ospitalità del barbone che lo porta nella sua baracca, in un campo alla periferia della città.
 Al mattino, quando si sveglia, Totò vede intorno a se altre baracche ed altri poveri disperati come lui e il suo amico
. Non appena si affaccia un raggio di sole tutti quanti sono pronti ad approfittarne, ma quando il cielo si fa cupo, per non sentire la morsa del freddo, tutti devono soltanto battere i piedi per potersi riscaldare
. Poi, arriva anche una bufera di neve e le baracche sono spazzate via dal vento
. Così, bisogna ricostruire l’accampamento e Totò si mette d’impegno per aggiornare la toponomastica delle vie ed alleviare le frustrazioni dei suoi compagni di sventura, o trovare la soluzione alle loro contese.
 All’accampamento arrivano sempre nuovi sventurati e famiglie cadute in disgrazia
. È il caso di quella composta dalla Signora Marta, da suo marito, dal figlio piccolo e dalla domestica, Edvige, di cui Totò subito si innamora
. Ma un bel giorno arriva anche il Signor Brambi, il proprietario del terreno dove sorge l’accampamento, e con sé porta il ricco capitalista Mobbi, a cui l’ha venduto
. I baraccati si fanno incontro a Mobbi con l’atteggiamento minaccioso, in quanto temono di essere cacciati dall’accampamento, ma quello li rassicura dicendo loro che ricchi e poveri gli uomini sono tutti uguali.
 Così, il giorno dopo si inaugura il nuovo accampamento con canti e balli, l’estrazione della lotteria ed altri divertimenti. Si pianta l’albero della cuccagna e, improvvisamente, sgorga dal terreno uno zampillo d’acqua, che però si incendia: è petrolio e tutti si affrettano a portare le proprie lucerne per farne scorta
. Il malvagio Rappi si allontana però dall’accampamento per avvertire Mobbi che sul suo terreno si è scoperto il petrolio
. Mobbi cerca allora di far sgombrare l’accampamento ma trova la resistenza dei baraccati, i quali mandano da lui anche una delegazione, per ricordargli che tutti gli uomini sono uguali.
 Mobbi rassicura i rappresentanti dei baraccati, ma quando tornano all’accampamento questi vedono che lo sgombero è già in corso
. Si organizza allora la resistenza
. Quando però i gendarmi lanciano i lacrimogeni, i baraccati sono costretti ad indietreggiare.
 Totò che si è rifugiato in cima all’albero della cuccagna vede comparire improvvisamente il fantasma della vecchia Lolotta, che gli consegna una colomba dagli straordinari poteri: tutto quello che lui desidera la colomba sarò in grado di realizzarlo.
Così, grazie alla miracolosa colomba della signora Lolotta, ai gendarmi succedono una serie di inconvenienti che li mettono in ritirata.
 È costretto a fuggire anche l’infame Rappi, ma intanto i poveri delle baracche continuano a chiedere favori a Totò: chi vuole una pelliccia, chi una radio, chi un vestito e così via.
 Chi vuole diventare alto, chi vuole
diventare bianco e chi nero, e tutti vogliono diventare ricchi.
 Un povero chiede un milione di milioni di milioni di milioni di milioni, e un altro, per ripicca, un milione di milioni di milioni di milioni di milioni più uno.
Ed ecco che lo ha già fregato, tutti si affannano per vedere esauditi i propri desideri. c) finale Finalmente, Totò riesce ad appartarsi in casa di Edvige e le chiede di esprimere un desiderio: un paio di scarpe, ma soltanto una scarpa fa in tempo a comparire ai suoi piedi, perché due angeli scesi dal paradiso sono riusciti a recuperare la miracolosa colomba.
Intanto è arrivata l'alba
. L'accampamento assediato dai gendarmi di Mobbi è evacuato e la gente è caricata sui cellulari. Quando però arrivano a Milano in Piazza Duomo, Totò rientra in possesso della colomba che la signora Lolotta gli ha riportato: improvvisamente i cellulari si aprono ed i poveri baraccati che si sono appropriati delle scope degli spazzini della piazza si allontanano, per la colomba, su di queste in volo, tra le nubi, "verso un regno dove buongiorno vuol dire veramente buongiorno".
dallo svolgimento di un tema scolastico.



 Un bambino arriva in questo mondo pronto dotato di tutto quanto gli può essere utile alla sopravvivenza e alla conoscenza .
 Purtroppo  giorno dopo giorno viene a contatto con tante realtà familiari, scolastiche, affettive,sessuali sociali religiose politiche dove le piccole cose VERE  rimangono  seppellite da montagne di parole ,da simboli  molto incomprensibili e da tanti adulti che  promettono come un miraggio che da grande  avrebbe conosciuto le verità:  da piccolo, da adolescente doveva solo obbedire e considerare la conoscenza come un tabù..
Io che ho avuto un'infanzia a profonda immersione nella natura ed è stata un grande serbatoio a cui ho attinto e attingo sempre ,parola di Adriana, quando ritornavo a casa naturalmente solo per mangiare e per dormire con il desiderio grande di raccontare perchè le emozioni hanno bisogno di racconto mia madre mi rimproverava perchè ero una ribelle e non era affatto disposta all'ascolto.
E così tutti i giorni  io continuavo da ribelle a  fare la mia spesa esistenziale quotidiana e non sapevo  che mi stavo vaccinando dall'omologazione , dalla banalità  e non avrei permesso a nessuno di
derubarmi del mio desiderio di conoscere e arrivare a piccole verità che giustificano il vivere
Stiamo attenti ai nostri ragazzi che vivendo in un mondo  dove montagne di parole,  bombardamenti di brutta pubblicità, storditi da confusione,brutta musica potrebbero come gli ingenui barboni
volare sulle scope per raggiungere un posto magico dove "Buongiorno vuol dire Buongiorno" ma loro invece delle scope magiche  potrebbero avvicinarsi a sostanze pericolose per evadere senza arrivare mai nel paese magico  dove "Buongiorno vuol dire Buongiorno".
dott.ssa Adriana Rumbolo

martedì 10 settembre 2019

La crisi più grave fra Lobi Frontali e la classe politica?

La crisi più grave fra Lobi Frontali e la classe  politica?

nella regolazione delle emozioni e del comportamento: possiamo avere un paziente che mostra un quadro di sintomi di Tipo Disinibito caratterizzato da euforia, irrequietezza, disinibizione sessuale, comportamenti sociali inappropriati, scarso interesse verso gli altri, comportamento disinibito, con scarso controllo degli impulsi, facile irritabilità ed aggressività, euforia, labilità emozionale; oppure un quadro sintomatologico di  Tipo Apatico con personalità “pseudo-depressa”, quindi con modificazioni caratterizzate da indifferenza, apatia, diminuzione della spontaneità, ridotto interesse sessuale, riduzione nella espressione delle emozioni, diminuita produttività verbale (incluso il mutismo), diminuito comportamento motorio;
– scarsa autocritica e capacità di giudizio: la persona presenta un deficit nel giudicare la realtà, specie quando la situazione sia nuova o complessa e un assenza di atteggiamento critico verso le azioni svolte. Mostra inoltre difficoltà nel correggere i propri errori e incapacità di modificare o programmare nuovi comportamenti.?

Forse si, forse no chissà?
Certo ci sono molti dubbi...

mercoledì 4 settembre 2019

Quest'anno nelle scuole l'educazione civica,speriamo prossima quella sessuale

Quest'anno nelle scuole l'educazione civica, speriamo prossima quella sessuale.
Resurrection 1927 poster.jpg
Tolstoj nel suo celebre romanzo:"Resurrezione" ci suggerisce di prestare attenzione nella prima parte,quando:" ...Egli bussò.
E, senza considerare chi avesse bussato, lei subito corse fuori dalla stanza, e lui sentì come si schiuse e poi cigolò la porta di uscita.
Egli già l'attendeva presso l'andito e subito l'abbracciò in silenzio.
Ella si strinse a lui, alzò il capo e con le labbra incontrò il suo bacio.
Stavano in piedi dietro il canto dell'andito in un tratto sgelato e asciutto, ed egli era tutto pieno di un tormentoso desiderio insoddisfatto.
.All'improvviso la porta di uscita ebbe di nuovo uno schiocco  cigolò con lo stesso cigolio, e si udì la voce adirata  di Matriona  Pàvlovna:
-Katiuscia!
Ella si svincolò da lui  e tornò nella stanza delle ragazze.
Egli udì scattare il gancetto.
Dopo di che tutto tacque, l'occhio rosso della finestra scomparve, non rimase altro che la nebbia e il tramestio sul fiume,
Nechliudov si avvicinò alla finestra, non si vedeva nessuno.
Bussò,nulla gli rispose.
Nechliudov ritornò in casa dall'ingresso di parata., ma non si addormentò.
Si tolse gli stivali e a piedi scalzi andò per il corridoio verso l'uscio di Katiuscia, attiguo alla camera di Matriona Pàvlovna.
Dapprima udì Matriona Pàvlovna russare placidamente, e già voleva entrare, ma tutt'a un tratto ella si mise a tossire e si voltò sul letto scricchiolante.
Egli si irrigidì, e restò in piedi così forse cinque minuti.
Quando il tutto  fu nuovamente quieto, e si riudì quel russare tranquillo, egli studiandosi di camminare sulle assi dell'impiantito che non scricchiolavano, andò oltre e si accostò proprio all'uscio di lei.
Tutto era silenzio.
Ella evidentemente non dormiva, perchè non si udiva il suo respiro.
Ma appena egli mormorò :"Katiuscia", ella balzò in piedi,si avvicinò all'uscio e, adirata, così gli parve, si mise a esortarlo ad andarsene.
_Ma che è questo? E' forse possibile? Le zie sentiranno_
dicevano le sue labbra, ma tutto il suo essere diceva:"Son tutta tua".
E questo soltanto capiva  Nechliudov.
_Be', apri per un momentino.Ti supplico_ diceva pronunciando parole insensate.
Ella si chetò poi egli udì il fruscio della mano che cercava il gancetto.
Il gancetto scattò, ed egli penetrò nel vano dell'uscio.
La ghermì, così com'era, nella ruvida rozza camicia e con le braccia nude, la sollevò e la portò via.
_Ah! Che fate?_ mormorava lei.
Ma egli non badava alle sue parole e la portava in camera propria.
_Ah! non bisogna, lasciatemi_ella diceva, e intanto si stringeva a lui".
E' bellissima e necessaria questa schermaglia quando  il corpo  forte per il desiderio e oggi diremmo anche per la chimica  dell'amore annulla le ultime rigidità razionali , e tutto è in quella frase _Ah! non bisogna,lasciatemi_ella diceva  e intanto si stringeva a lui"
Nella mia esperienza a scuola con adolescenti quando mi facevano  domande di carattere sessuale mi accorgevo  tristemente che la maggioranza si avvicinava a un primo rapporto sessuale ignara dell' esistenza del DESIDERIO,ignari di ogni buona informazione , ma pieni di pregiudizi per informazioni non vere avute dagli amici o da giornali o films porno. che potevano trasformare momenti  magici  anche in atti di  violenza  come spesso ci riferisce la cronaca nera
Con i ragazzi si può  e si deve parlare di molte cose basta usare le parole giuste con la verità.
Tempo fa ho scritto che nella mia decennale esperienza a scuola tre parole erano  sconosciute :regole ,desiderio. grazie,ma niente è cambiato Ora spero nell'aiuto  di Tolstoj.
dott.ssa Adriana Rumbolo


domenica 28 luglio 2019

Emozioni e ragione(ieri e oggi)


Scrive Damasio nella sua introduzione all'"Errore di Cartesio":"Sin da giovane ero stato avvertito che le decisioni solide scaturiscono da una mente fredda, e che emozioni e ragione non si mescolano  di  più che olio e acqua
Così ero cresciuto nella consuetudine di pensare che i meccanismi della ragione fossero disposti in una provincia separata della nostra mente, nella quale non doveva consentirsi alle emozioni di penetrare"
Ora , finalmente,  le neuroscienze  hanno tecnologie per immagini che permettono ai neuroscienziati di entrare nel cervello umano e mostrare , in un cervello vivente la ricostruzione di quel cervello
E' quindi ancora più sorprendente e nuovo la dimostrazione che l'assenza di emozione  e sentimento  sia non meno dannosa, non meno capace di compromettere la razionalità.
Certi aspetti  del processo dell'emozione e del sentimento sono indispensabili per la razionalità..
 Ma, la vecchia  consuetudine,  di fronte a queste scoperte accenna solo a qualche scricchiolio di cambiamento.
Di  fronte   alla resistenza al cambiamento ho pensato che se la scienza ha bisogno  di prove, di risultati,  avrei tentato di ottenerne  qualcuno.nel percorso educativo delle emozioni.
Ho preparato  un programma per studenti di 14/ 16 anni in scuole pubbliche finalizzato alla conoscenza del cervello in particolare. di quello emotivo e  all'unione mente ,cervello ,corpo.
Se   dalla conoscenza e gestione  delle emozioni ,si fossero manifestati nei ragazzi, chiaramente , miglioramenti nell'apprendimento, nel comportamento potevamo ribadire  senza ombra di dubbio che  emozione e cognizione sono processi mentali distinti , ma interagenti,mediati da sistemi cerebrali  parimenti distinti ma, interagenti che si influenzano e si arricchiscono reciprocamente.
Stando alla lettura in materia,poi,  sembra che" senza emozione non ci sia adeguata elaborazione delle cose apprese nè , forse, apprendimento"(Boncinelli E,2000).
Nel  mio  programma  scrivevo già dell'importanza della plasticità del cervello,delle emozioni e della  vita relazionale , ma eravamo nel 96/97 e questi temi non erano ancora stati  sufficientemente divulgati. per essere ben compresi e così "è la solita psicologia" è stato il mio salvacondotto per entrare nel mondo blindato della scuola.
Devo ringraziare quegli insegnanti che mi hanno aperto la porta delle loro classi ospitandomi  e  condividendo il programma.
L'incontro con i ragazzi  è avvenuto in un clima di grande serenità.
Subito sono entrata nell'argomento.
Ero lì per fornire informazioni sul cervello(la sua storia , le emozioni ,l'unione mente-corpo etc...) e quanto alla luce di   queste informazioni , con esempi di vita quotidiana, loro  potevano  modificare  ,con   risultati migliori  nella vita relazionale. affettiva e di lavoro
  Il  programma   poi  riconosceva  a ognuno il diritto di  dialogo e di  elaborare le nuove informazioni con tempi e modi emotivi propri .
.Finalmente non avevano intermediari giudici  nel  conoscersi e nell'interpretare il proprio sentire.
Era stato messo in silenzio il coro eterogeneo dei  vari giudizi critici (padre, madre, insegnanti, allenatori sportivi, compagni superficiali)molto diversi l'uno dagli altri per cui la voce del ragazzo,  si perdeva.
Dopo circa un quarto d'ora che parlavo, molte mani alzate segnalavano che il mio messaggio era stato recepito e si stava accendendo  un  dialogo intenso, vivace che spaziava libero nella conoscenza e  mi orientava nel percorso di un'esperienza  in ,quel momento, forse,  unica in Italia
Si è finiti così, nel bel mezzo di una rivoluzione, in cui i confini  fra materie rigidamente scolastiche e la moda, la musica ,lo sport, l'arte, il trucco,tanti aspetti sociali si sono disciolti per fare posto alla più vasta interdisciplinarità unita proprio dalle emozioni.
Io ero preparata e ricordavo bene i miei 15 anni  ma,loro li avevano ora i  15 anni e  dialogare con loro era per me estremamente utile.
A quell'età poi la conoscenza e la gestione dell'emozioni li aiutava a una migliore percezione  del corpo che spesso proprio nell'adolescenza si rifugia  in una rigidità difensiva molto pericolosa per l'equilibrio psicologico.
Per finire mi riallaccio al grande  Damasio per ribadire  il legame forte e permanente tra le zone del  cervello che regolano il corpo e il  corpo stesso.
Resta l'amarezza che  anche dopo scoperte  tanto importanti e    un'esperienza così significativa proprio nella  scuola si  continua a privilegiare la cognizione e non ci  si rende conto che per  sostenere tutta la tecnologia  che avanza a ritmo vertiginoso,  la conoscenza  e la  gestione corretta  delle  emozioni  è  ancora più necessaria.

Dott.ssa Adriana Rumbolo

Oggi tristemente, molto tristemente vorrei aggiungere che le emozioni stanno facendo solo  dei timidi ingressi nel mondo della scuola a cominciare dalla materna.
 Purtroppo sono rimaste sconosciute e quindi mal gestite da quelli che hanno tutti i poteri sociali, politici ,religiosi e che la tecnologia  che ci si augurava realizzasse il miracolo di   proseguire il suo percorso mescolata alle emozioni, estremizzata dal mercato per fini di lucro, se ne sta allontanando pericolosamente, perdendo la felice occasione che le scoperte sulle emozioni delle neuroscienze le  avevano offerto.

Dott.ssa Adriana Rumbolo .

giovedì 18 luglio 2019

Finalmente!


Risultati immagini per principe azzurro


finalmente solo un Uomo!
Non ne potevo più
Tutto cominciò qualche anno fa.In una prima superiore: uno studente di 14/15 anni disse ad alta voce :"Quando mi vedono delle amiche della mia mamma ripetono sempre" come sei cresciuto! sei proprio diventato un bel ragazzino! chissà quante ragazzine hai? e ammiccano maliziosamente".
Queste parole con tante aspettative mi danno fastidio perchè mi creano ansia.
Gli risposi che aveva riferito un modo di dire molto frequente e  che anche molti suoi amici lo pensavano.
Gli suggerii, poichè la cosa gli creava ansia ,  di rispondere all'amica di mamma se anche lei aveva molti uomini e come si comportavano.
Ho saputo dopo che al ragazzino era piaciuto molto il mio consiglio tanto
 da metterlo in pratica mettendo in crisi un'amicizia  della mamma
Non dissi niente per non creare un incidente più grave.
Mentre un/a ragazzo/a  cresce va rispettata la sua vita privata.
dott.ssa Adriana Rumbolo 










lunedì 17 giugno 2019

lettera al prof Sergio della Sala(è storia)



Gentile Professore, il primo dato è stata la risposta
Avevo appena accennato, in una prima superiore di 25 studenti, mista
alla storia del cervello seguita da un esempio della loro vita, causa effetto, in cui l'effetto
poteva variare per la mancata modulazione di un'emozione ignorata
o sottovalutata e subito si è acceso un dialogo interessato, molto
vivace ,ma non scomposto
.Mi sono arrivate moltissime risposte una diversa dall'altra ,ognuna
espressa in modi e tempi diversi.
Era fatta:gli studenti sembrava non aspettassero altro:
qualcuno gli dava informazioni sul loro sentire poi li ascoltava.
partecipava a quanto dicevano di fantasioso dubbioso,
melanconico,euforico incerto ma urgente da raccontare perchè le
emozioni hanno bisogno di racconto.
Un nome alle emozioni primarie e più informazioni ricevevano e più,
parlavano , ricordavano, scrivevano, disegnavano, portavano a scuola
musica da sentire insieme facevano piccole drammatizzazioni per
spiegare e spiegarsi meglio la vita relazionale.
Ho raccolto 60 riflessioni scritte sulle paure,l'aggressività le regole
,disegni poesie.
Naturalmente c'erano tante storie dove io e gli insegnanti pionieri ci impegnavamo sempre con molta attenzione per
attenzione per capire cosa poteva fare la scuola nei piccoli e medi disordini emotivi
che si riflettevano nel comportamento e nell'apprendimento
Poichè stavamo percorrendo una strada nuova consideravamo gli
studenti la nostra segnaletica e avendo dilatato il concetto di
normalità si ammorbidiva la rigidità spesso presente nei programmi
scolastici e i ragazzi portavano la loro vita nella scuola :i loro progetti,come
vestivano per andare in discoteca,quanto bevevano prima di andare in
discoteca per trovare il coraggio di confrontarsi con il gruppo dei
pari e tante altre cose
 Il comportamento e l'apprendimento
miglioravano l'ansia e le paure sociali diminuivano.
Ho raccolto tutto quello che potevo e avrei fatto di più se le parole
neuroscienze,cervello non destassero tante chiusure
.Poi cosa gravissima, per le istituzioni scolastiche. avevo dato ai
ragazzi il diritto alla parola.
Negli anni dell'esperienza rari i casi di studenti con disturbi comportamentali
,momentaneamente,seri
.Professore ,la farò sorridere perchè a volte
erano i compagni stessi a frenare i più intemperanti
Un giorno portai in classe della pasta di pane per fare un esempio di
come possiamo disturbare il cervello quando non ci rispettiamo
Con la pasta di pane abbiamo modellato un cervello:un ragazzo l'ha appoggiato
sulla mano sinistra e mentre parlava con una studentessa in modo
garbato o no con la mano destra faceva dei segni sul cervello a
dimostrare che di quello che diciamo o facciamo in una relazione resta
una traccia nel cervello con effetti positivi se c'è garbo ,negativi
se c'è sgarbo. I I"bulli
" almeno per un po' si fermarono  Non sempre ci riuscivamo
.Ormai per loro emozioni ,comunicazione,relazionare erano diventate familiari
Ci sarebbero tante altre cose da raccontare che si trovano nel mio
diario:"Il cervello nella scuola -Contagio emotivo" che non è mai
stato ufficialmente pubblicato .In Italia .non essendo io
universitaria,non avendo appartenenze politiche e avendo portato nella
scuola la scienza favorevole alla crescita emotiva dei ragazzi che
abbatteva tanti pregiudizi, non ho potere; ma non ho mai litigato con nessuno.
,Ecco come è andata:io, un risultato credo interessante con tante storie dei ragazzi
e anche delle loro famiglie, qualche rimpianto per non avere
arricchito i risultati con batterie di test e tante soddisfazioni Mi scusi se
mi sono un po' dilungata ,buon lavoro
dott.ssa Adriana Rumbolo.



sergio@ed.ac.uk tramite srs.bis7.eu.blackberry.com 

mer 13 feb 2013, 16:41
me
Grazie di condividere. E' un peccato che esperienze cosi' non si traducano in dati appropriati, indispensabili a mio avviso per convincere e diffondere. Le auguro ulteriori mio a a mio avviso  per convincere e diffondere. Le auguro ulteriori soddisfazioni. Cordialmente. Sergio Della Sala  
...


...


lunedì 3 giugno 2019

Parlare alla pancia o strapazzarla?

Comunicare o manipolare?
Quando a scuola ,nelle classi c'era la bella lavagna nera, tutto quello che l'insegnante ci scriveva era assolutamente credibile da non mettere mai in dubbio.
Oggi nelle case la lavagna  è lo schermo televisivo spesso pericolosamente  credibile, perchè  manca di interazione .
 Specialmente la classe politica  usa i mezzi mediatici  per illudersi di  parlare alla pancia degli ascoltatori ,alle emozioni.
Chi afferma questo non  conosce bene la differenza fra parlare alla pancia o strapazzarla,  chi pensa di coinvolgere le emozioni più profonde non le conosce  fa solo una  grande confusione.
Solo ieri la parola emozione era usata nei films, nel teatro ,nella religione nella vita di tutti i giorni invece era di grande importanza la supremazia della ragione con il compito di  controllare le emozioni.
Oggi  le neuroscienze attraverso il percorso scientifico hanno potuto dimostrare che è tutto il contrario
.Quando un politico si illude di parlare alla pancia solo  perchè  l'hanno vestito  gli esperti ,l'hanno pettinato gli esperti gli hanno consigliato di usare certe parole  perchè  dei sondaggi dicono che in quel momento sono le più gradite e le più usate, non fanno altro che omologarsi noiosamente infastidendo le emozioni che sprofonderanno nella confusione con la possibilità anche di effetti disastrosi.
E' mancato il contagio emotivo e l'ascoltatore rimane  stanco e sfiduciato
Un bell'esempio di ottima comunicazione  ben visibile lo troviamo  nel film"Ladri di biciclette" di Vittorio De Sica.
Un padre è in una situazione difficile , circondato da uomini arrabbiati che in cerca di un colpevole  e credendo di avere individuato nell'interprete del film, il ladro di biciclette, vogliono farsi giustizia sommaria
Il figlio un bambino di 7/8 anni con il volto stravolto dal dolore e dalla disperazione si intrufola in quel muro di violenza che circonda il padre per fargli arrivare, a fatica,   la sua manina per un primo rassicurante contagio emotivo e poi raggiungerlo e mostrargli con il suo sguardo la sua piena disponibilità di appartenenza e il suo grande amore.
Impossibile dimenticarlo.
No i politici in generale non sanno comunicare, maltrattano le emozioni abusano della Paura
Uno studente di 15 anni ha scritto qualche anno fa "La Paura è quella cosa che PRIMEGGIA  nei nostri cervelli.
E su quella fanno leva la politica, le religioni,  gli adulti sui piccoli e tante altre categorie
Certo dopo varie delusioni più o meno gravi la paura potrebbe lasciare spazio alla rabbia,all'aggressività,alla distruzione e poi ricomincia tutto.
Allora nessuno usi più l'espressione "Parlare alla pancia" solo per fare colpo.
Una comunicazione corretta non manipola non promette "tutto e subito"tanto prima o poi le emozioni di cui sappiamo un po' ma non tutto si ribelleranno e loro saranno sempre vincenti perchè secondo  Darwin tutto ciò  che è sopravvissuto a milioni, milioni di anni è il più forte.
dott.ssa Adriana Rumbolo